Il finanziamento agli elettori

L'iniziativa del leader radicale, che distribuisce in piazza i proventi del finanziamento pubblico ai partiti, mantenuto in vita nonostante il referendum.
15 AGO 97
Ultimo aggiornamento: 13:30 | 21 AGO 20
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Marco Pannella festeggerà il ferragosto distribuendo in piazza del Campidoglio i proventi del finanziamento pubblico ai partiti, bocciato dal referendum ma mantenuto in vita da meccanismi che il leader radicale definisce una rapina. In effetti anche i più convinti sostenitori del finanziamento pubblico dovrebbero rendersi conto che in democrazia la maggioranza decide e non c’è dubbio che la maggioranza degli italiani, a ragione o a torto, del finanziamento pubblico non ne vuole sapere. Anche l’estremo escamotage, quello della trattenuta sul 740, avrebbe avuto una qualche possibilità di successo se avesse permesso ai contribuenti di decidere a quale partito destinare il proprio obolo. La legge invece concede soltanto di scegliere se accedere o no al finanziamento e il risultato, scontato, è stato quello di un rifiuto da parte del 95% dei contribuenti, ancora più sonoro del verdetto referendario. Ora si tenta penosamente di prolungare il termini per la sottoscrizione, ma neppure così si raggiungerà la pur magra soglia del 15% che permette di distribuire il finanziamento “pubblico privato” ai partiti. L’ipocrisia che per decenni ha caratterizzato questo problema ha reso l’opinione pubblica oltremodo diffidente, mentre pregiudizi classisti impediscono di agevolare fiscalmente il contributo privato alle forze politiche, come accade negli Usa. Anche se ciò favorisse l’azione delle lobby, le obbligherebbe a rendere pubblica la loro azione, chiarendo il rapporto, peraltro inevitabile, fra grandi interessi e scelte politiche. Dunque Pannella ha molte ragioni, che gli dovrebbero essere riconosciute anche da coloro che storcono il naso di fronte ai suoi metodi. Distribuire cinquantamila lire a ogni partecipante alle manifestazioni può ricordare la prassi seguita da qualche leader socialdemocratico, che riempiva le piazze con comparse di Cinecittà regolarmente retribuite, o le distribuzioni di pasta effettuate dal comandante Achille Lauro nel corso dei suoi coloriti comizi napoletani. Resta il fatto che la causa è buona, il che, se non nobilita i mezzi, almeno aiuta a digerirli.